Hanno lasciato un attrezzo da giardino sull’erba: ferite lacerate alle zampe che in estate marciscono per settimane

Rastrelli, zappe o pezzi di vecchia rete metallica dimenticati nell’erba fitta trasformano il normale prato di una casa di campagna in un campo minato per cani e gatti. Le ferite lacerate alle zampe, riportate durante il caldo estivo, guariscono in modo dolorosamente lento, marciscono continuamente e richiedono settimane di cure estenuanti, se si commettono gli errori tipici nei primi minuti dopo l’incidente. In qualità di veterinario praticante, ogni settimana visito animali domestici con questo tipo di lesioni e so esattamente quali rimedi da farmacia, dal costo irrisorio, salvano la zampa dall’amputazione e quali, invece, intrappolano l’infezione all’interno.

Le lesioni estive alle zampe sono fondamentalmente diverse da quelle invernali. L’alta temperatura dell’aria e l’umidità creano un incubatore ideale per la microflora patogena. Quando l’animale calpesta un dente arrugginito di un rastrello o una lama di forbici da potatura nascosta nell’erba, nei tessuti penetrano non solo batteri, ma anche particelle di terra contenenti spore di tetano e organismi anaerobici.

Il consueto trattamento con perossido di idrogeno in questo caso non è d’aiuto: provoca solo un’ustione sui bordi danneggiati della cute, impedendone la ricomposizione. Nella ferita si forma una sacca, ricoperta da una crosta, sotto la quale inizia a svilupparsi rapidamente un processo purulento.

L’errore principale dei proprietari è quello di cercare subito di versare iodio o verde di malachite su una ferita profonda e lacerata, oppure di cospargerla con polveri come lo streptocida. Ciò provoca un’ustione chimica e la formazione di una crosta compatta, sotto la quale un’infezione anaerobica inizia letteralmente a divorare i tessuti della zampa.

Per evitare un trattamento prolungato con antibiotici sistemici, è necessario agire seguendo un algoritmo ben preciso. Il primo passo consiste nel rimuovere meccanicamente tutto lo sporco e la terra. A tal fine si utilizza una quantità abbondante di soluzione di clorexidina o di miramistina. Il lavaggio va effettuato sotto pressione, aspirando l’antisettico in una siringa senza ago.

Dopo la pulizia, è necessario valutare la profondità della lesione. Se sono coinvolti i tendini, la zampa si piega in modo innaturale oppure l’emorragia non si arresta entro dieci minuti, è necessario ricorrere immediatamente alla sutura in clinica. Se sono danneggiati solo la pelle e il tessuto sottocutaneo, è possibile gestire la situazione autonomamente, ma senza utilizzare pomate dense a base di grassi nei primi tre giorni.

Non utilizzare mai l’unguento di Vishnevsky o Levomekol nelle prime ore successive alla ferita. La base grassa impedisce l’accesso dell’ossigeno alla ferita, favorendo la proliferazione di batteri anaerobici e accelerando l’accumulo di pus. Queste pomate sono efficaci solo dopo che la ferita si è completamente pulita e ha iniziato a granulare.

È necessario prestare particolare attenzione alla protezione dell’arto ferito durante le passeggiate. Qualsiasi contatto con l’umidità o la polvere proveniente dall’esterno vanifica i risultati del trattamento. È inutile utilizzare un calzino normale: si bagna immediatamente.

Per le passeggiate è ideale una speciale scarpa protettiva o un sacchetto di polietilene spesso, fissato con un cerotto medico sopra la fasciatura in tessuto. Al ritorno a casa, lo strato protettivo va assolutamente rimosso, poiché la zampa deve «respirare» per asciugarsi il più rapidamente possibile.

Nella scelta delle misure di primo soccorso è importante capire quali rimedi accelerano la guarigione e quali invece non fanno altro che aggravare la situazione con il caldo estivo.

Se il processo è già in atto e la zampa ha iniziato a gonfiarsi, l’animale lecca continuamente la ferita e da essa fuoriesce un essudato torbido dall’odore sgradevole, il momento di ricorrere a semplici antisettici è ormai passato. In questi casi i veterinari ricorrono a un intervento chirurgico: rimuovono i margini necrotici, applicano un drenaggio per lo scarico dell’essudato e prescrivono una terapia antinfiammatoria.

La prevenzione di tali lesioni è semplice, ma viene ignorata dalla maggior parte dei proprietari di case di campagna. È sufficiente stabilire una regola ferrea: qualsiasi attrezzo, dopo l’uso, va riposto immediatamente in un ripostiglio chiuso, mentre l’erba del terreno va falciata regolarmente, in modo che eventuali oggetti estranei siano ben visibili prima ancora che l’animale vi metta sopra la zampa.

Domande frequenti:

È possibile utilizzare il perossido di idrogeno per lavare una ferita lacerata?

Il perossido di idrogeno è indicato solo per arrestare immediatamente l’emorragia e rimuovere i coaguli, ma il suo uso prolungato brucia il tessuto di granulazione e rallenta la guarigione.

Cosa fare se il cane continua a leccarsi la zampa ferita?

È indispensabile applicare all’animale un collare protettivo veterinario, poiché i batteri presenti nella bocca non fanno che aggravare la putrefazione e distruggere i tessuti in via di guarigione.

Come capire se nella ferita è iniziato un pericoloso processo purulento?

I sintomi principali sono un forte gonfiore della zampa, un aumento locale della temperatura, zoppia e la comparsa di un odore sgradevole, dolciastro o putrido.

È necessario fasciare la zampa mentre l’animale è in casa?

All’interno della casa, la ferita deve rimanere scoperta o coperta da una fasciatura leggera e traspirante, in modo che l’essudato si asciughi e non marcisca.

Quanto tempo impiega solitamente una ferita lacerata a rimarginarsi con cure adeguate?

Con una pulizia tempestiva e in assenza di complicazioni, la rimarginazione primaria della pelle avviene entro due settimane.

I casi trascurati portano spesso alla necrosi dei tessuti e al coinvolgimento delle strutture ossee, richiedendo un trattamento ospedaliero di lunga durata.

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